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CONCERTI


7 luglio 2006

Hufupukar

c'era ferrara, una piazza magnifica, il castello al tramonto che sembrava cambiare colore, tanta gente, gli amici. c'era lui, c'erano i sigur ròs. una miscela unica, indimenticabile, sotto il cielo stellato, un crescendo di emozioni arrivato all'apice più o meno nel momento centrale della scaletta, quando ho sentito di non poter piu contenere tutto quanto dentro di me. è questo l'effetto che fa la loro musica. con la malinconia, la gioia, poche note al pianoforte, gli archi. e la componente rock, indispensabile. una chitarra suonata con un archetto a dare un suono distorto, incredibile. c'è il freddo dell'islanda in tutto questo calore. sembra strano, ma è cosi. ci sono i boschi, i suoni lontani, le fate, i vecchietti che fanno i giochi dei bambini. e poi ci sono mille sensazioni dentro di noi, che questa musica è in grado di tirare fuori. è cosi che al suono di quella voce celestiale non ho potuto fare a meno di commuovermi, perchè quello che stavo provando era troppo forte. A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla, il mio cuore sta per franare. tra le braccia di colui che amo, pronte a stringermi forte. e dopo le lacrime, la pace. una seconda metà di concerto riflessiva, pronta a crescere gradualmente, fino al giungere del finale, come sempre incredibile. a dir poco. un telo bianco. ombre dietro al telo. colpi di batteria incalzanti, ombre che si ingrossano lentamente. un senso quasi d'angoscia, nervi tesi pronti ad aspettare il botto. ed eccolo che arriva, esplode, come un orgasmo, il crescendo arriva all'apice, i colpi veloci, la chitarra tormentata dall'archetto, la voce straziata. musica rock, violini, luci, gente impazzita. ogni volta mi sembra che tutto ciò sia qualcosa di più di un concerto, è qualcosa che risuona nelle vene, avvolge, stritola, porta in paradiso e poi ributta giu, dona l'estasi, la gioia, le lacrime, i pensieri tristi che si nascondevano nella parte piu profonda di noi. io c'ero, totalmente avvolta da queste note struggenti, malinconiche e felici allo stesso tempo. pensieri strani e malinconici.  e non si può non dire che l'italia ha vinto la semifinale subito dopo la fine del concerto, ma io ero avvolta come da una barriera. ero in un'altra dimensione, non potevo esultare, non potevo vedere altro che dentro di me, sentendomi ancora una volta estranea alla felicità degli altri, non riuscendo a vivere bene un momento del genere con tutto ciò che avevo dentro in quell'istante, e sapendo di essere assolutamente  l'unica lì, in quel momento, e non riuscendo a esprimermi a parole, non riuscendo a espellere quel turbinio di emozioni e pensieri, solito motivo per cui a volte faccio impazzire le persone che mi stanno accanto. ma non sempre le parole sono fondamentali.  ce lo insegnano i sigur ròs.
poco importa se sia islandese o addirittura una lingua inventata. le sensazioni arrivano al cuore in modo molto piu semplice. è musica, è arte.
è il segreto dei sigur ròs.




permalink | inviato da il 7/7/2006 alle 18:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


15 dicembre 2005

mi aspettano...




Meno due!!!!




permalink | inviato da il 15/12/2005 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


17 novembre 2005

Clocks

sono stata al concerto dei coldplay.
il titolo del post non è altro che il titolo della loro canzone che preferisco.
piovono recensioni (bellissime, tipo la sua) ma io, incallita "scrittrice di emozioni in musica", stavolta scriverò qualcosa di un po' più "pensato"...
dirò solo che loro sono molto bravi, non è uno di quei concerti "anima e corpo" per quanto mi riguarda (v. rem, patti, interpol o mando diao) ma è una cosa personale, perchè non sono mai stata una loro grande ammiratrice, e non lo diventerò neppure adesso che ho assistito a una loro (magnifica) performance live.
a volte va cosi, non scatta la scintilla.
prendo un album dei coldplay, lo ascolto da cima a fondo e poi dico: ok, però mi manca qualcosa.
come quando a fine pasto hai voglia di un dolcetto per sentirti veramente sazio.
ecco: la loro musica non mi sazia, è come se avessi voglia di qualcos'altro, perchè quel che ho appena ascoltato non mi basta.
detto questo, non so se sia una solita esagerazione dei giornalisti dire "i coldplay sono la band del nuovo millennio" eccetera eccetera. forse un po' esagerato lo è, ma c'è da ammettere che un bel mucchio di canzoni *memorabili* le hanno tirate fuori, e che m'ha fatto un gran piacere ascoltarle dal vivo.
seppure con le gambe che non mi reggevano e la gola che gridava vendetta.
maledetta influenza..




permalink | inviato da il 17/11/2005 alle 22:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
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